L’estate in Grecia è sinonimo di sole, mare e di una vivace scena culturale. Quest’anno, una vacanza sulle isole o una visita alle destinazioni più ricche di storia offre molto più di paesaggi mozzafiato: è anche l’occasione per scoprire alcune delle mostre d’arte più interessanti della stagione. Dalle grandi retrospettive dedicate ad artisti di fama internazionale alle innovative esposizioni collettive allestite in straordinari siti del patrimonio storico e culturale, Punto Grecia propone una selezione di mostre da non perdere durante il vostro viaggio estivo tra le isole greche. Fate un bel respiro… e lasciatevi trasportare dal sogno!



Quest’anno, lo Slaughterhouse Project di Idra della DESTE Foundation presenta «Until That Day», una mostra di Nari Ward (n. 1963, St. Andrew, Giamaica; vive e lavora a New York), artista rinomato per le sue installazioni scultoree realizzate con materiali di scarto trovati e raccolti nel suo quartiere (fino al 31 ottobre 2026). Attraverso la ricontestualizzazione di questi oggetti, Ward crea accostamenti stimolanti che affrontano questioni sociali e politiche legate alla razza, alla povertà e alla cultura del consumo. (foto centrale a sinistra: veduta dell’installazione, foto di Pinelopi Gerasimou per DESTE).
L’artista visivo Dimitris Antonitsis ha organizzato la mostra collettiva «Hydor/Onar (Water of Dreams)» presso l’Hydra School Projects (fino al 6 settembre 2026). La mostra costituisce il secondo capitolo di una trilogia dedicata al lavoro di artisti le cui pratiche ruotano attorno a temi quali l’acqua, la trasformazione, la memoria e gli stati onirici. Nella luminosa cornice paesaggistica di Idra, la mostra esplora i modi in cui la creazione artistica nasce dall’intuizione e dall’istinto, piuttosto che dalla certezza. Al centro di questa trilogia in divenire vi è il dialogo artistico tra due figure iconiche, Brice Marden e Jannis Kounellis, le cui vite e opere sono state profondamente segnate da Idra. (foto centrale a destra: scultura in marmo di Styliane Philippou, foto di Pinelopi Gerasimou per Hydra School Projects).
Due elementi della natura, due mondi contrapposti, si incontrano per dare forma all’universo della mostra «Of Ether and Sea», con opere della scultrice Venia Dimitrakopoulou, presso l’Archivio Storico–Museo di Idra (fino al 14 settembre 2026). Forme ibride – frammenti di creature che sembrano appartenere contemporaneamente al mare e al cielo – emergono dalla superficie del marmo nelle nuove opere dell’acclamata scultrice. (foto in basso: Venia Dimitrakopoulou, «Anadyomene»).
(foto in alto: Idra, https://www.discovergreece.com/attica/hydra)


Quest’estate, la seconda edizione della Biennale of Contemporary Keramics (BCK) si svolge nella Città Medievale di Rodi (fino al 31 ottobre 2026). Intitolata «Where the Day Starts», la biennale trasforma l’isola in un punto d’incontro internazionale per l’arte ceramica contemporanea. Distribuita in cinque importanti sedi storiche all’interno della Città Medievale, l’edizione di quest’anno riunisce 42 artisti provenienti da 18 Paesi, presentando un ricco panorama di pratiche contemporanee e differenti approcci artistici (foto in basso: Asunción Molinos Gordo, «¡Cuánto río allá arriba!»). Attraverso la mostra centrale e un ampio programma di eventi, la BCK 2026 valorizza la ceramica contemporanea come un medium artistico dinamico e in continua evoluzione, proponendola al contempo come uno strumento fondamentale di dialogo interculturale nel Mediterraneo.
(foto in alto: Lindos, Rodi, https://www.discovergreece.com/dodecanese/rhodes)


La K-Gold Temporary Gallery di Lesbo presenta la mostra collettiva «Spectral», a cura di Nikolaos Vamvouklis, che riunisce opere nuove e storiche di artisti provenienti da diverse discipline, mettendo in dialogo le arti visive con la fotografia, la danza e la moda (fino al 6 settembre 2026). La mostra esplora il modo in cui presenza e assenza possano coesistere nello stesso spazio. È un tentativo di comprendere questi concetti dando forma a ciò che non può essere facilmente visto o nominato: l’altro, l’invisibile, l’inesprimibile. E mentre la memoria non restituisce un’immagine fissa, ma introduce spesso una frattura in ciò che percepiamo come familiare, la mostra si confronta con questo territorio fluido non solo come atmosfera, ma anche come gesto.
Parallelamente, la K-Gold Temporary Gallery presenta la sua mostra annuale «Re-Collection», che riunisce opere provenienti dalla propria collezione e materiali sviluppati nell’ambito dei progetti realizzati sull’isola di Lesbo. La selezione mette in luce collaborazioni artistiche sviluppatesi sin dalla fondazione dell’organizzazione, nel 2014, proponendo nuovi incontri e nuove interpretazioni. (foto in basso: Bas Jan Ader, «Please don’t leave me», 1969, pittura murale, lampadine, filo metallico, dimensioni variabili. Courtesy of Meliksetian | Briggs, Dallas & Los Angeles)
(foto in alto: Mitilene, Lesbo, https://www.discovergreece.com/north-aegean-islands/lesvos)


Quest’estate, i visitatori di Rethymno avranno l’opportunità di ammirare la mostra retrospettiva «The Brittle Trace of Symbols» dell’artista Nikos Alexiou, nato a Rethymno (1960–2011), presso il Museo d’Arte Contemporanea di Creta (fino al 6 novembre 2026). La mostra intende mettere in luce alcuni momenti fondamentali della carriera dell’acclamato artista, la cui ricerca affonda le proprie radici nella memoria: dalla coperta della sua infanzia fino al Monte Athos, dove trascorse un lungo periodo della sua vita. Questi riferimenti personali si intrecciano con innumerevoli «ruoli» simbolici, mentre la sua meticolosa attenzione ai dettagli dà forma a un corpus di opere in cui l’innocenza è costantemente accompagnata dall’ombra della tragedia. Canne e spago, oppure delicati fogli di carta, appaiono perfettamente in equilibrio, ma allo stesso tempo vulnerabili, come se potessero essere distrutti dal minimo movimento distratto. La mostra è curata da Maria Marangou. (In mostra fino al 6 novembre. Foto in basso: Nikos Alexiou, «Drawers», foto: Popi Alexiou.)
(Foto in alto: Rethymno, https://www.discovergreece.com/crete/rethymno)


Più di 150 dipinti, installazioni, animazioni, fumetti, sculture, appunti e schizzi preparatori di Alexandros Psychoulis sono esposti nella sua nuova mostra, «Runaway Thoughts Were My Only Danger», presso la Pinacoteca Municipale della Canea (fino al 4 ottobre 2026). Piuttosto che seguire la narrazione lineare di una retrospettiva tradizionale, la mostra mette in luce il contributo pionieristico dell’artista all’arte contemporanea greca, plasmato dall’influenza dei mass media, della televisione commerciale, delle nuove tecnologie, dei computer, della cultura pop, della musica, dei fumetti, della grafica, della moda, del design e dell’architettura. Al tempo stesso, la mostra pone in evidenza gli elementi distintivi della ricerca di Psychoulis: il linguaggio visivo che attraversa e unifica la sua opera e l’interazione tra le tecniche artigianali e la mediazione tecnologica. La mostra è curata da Christoforos Marinos. (Foto in basso: Alexandros Psychoulis, Meristomatrix, 2011, 70 × 100 cm, penna a sfera su carta, a.antonopoulou.art.)
(Foto in alto: il porto veneziano della Canea, https://www.discovergreece.com/crete/chania)
Dopo un’immersione nel mondo dell’arte, non c’è niente di meglio di un tuffo nelle acque cristalline delle splendide spiagge delle isole greche.





Testo originariamente pubblicato in inglese sul sito di Greek News Agenda.
Da rileggere su Punto Grecia:




