Si è aperto al pubblico internazionale il Padiglione Greco alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, con l’installazione «Escape Room» dell’artista e architetto di fama internazionale Andreas Angelidakis, curata da George Bekirakis, con l’Organizzazione Metropolitana dei Musei di Arti Visive di Salonicco (MOMus) in qualità di Commissario Nazionale. L’inaugurazione ufficiale si è svolta nel pomeriggio di giovedì 7 maggio 2026, mentre la manifestazione si concluderà il 22 novembre 2026.

Il padiglione nazionale si divide in due: il Nazionale e il Padiglione. Entrambi svolgono il ruolo di un meccanismo simile a quelli descritti da Platone nel Simposio», ha dichiarato Andreas Angelidakis, che ha trasformato lo spazio in un labirinto di immagini, oggetti, frammenti architettonici, video e “souvenir” della storia e dell’identità greca. Una moderna caverna platonica, dove storia, ideologia e narrazioni nazionali vengono prodotte, ripetute e al tempo stesso decostruite. Al centro dell’installazione, una telecamera di sorveglianza “prigioniera” riprende costantemente se stessa. Sparsi nello spazio sono stati collocati decine di oggetti e riferimenti che funzionano come piccole “lezioni” o frammenti di memoria collettiva: l’anno della Guerra Civile in cui la Grecia non partecipò alla Biennale e Peggy Guggenheim affittò il Padiglione Greco per presentare opere di cubisti e surrealisti, allora considerate immagini di arte antifascista; un piccolo monumento dedicato a Vasso Katraki all’ingresso del padiglione; riferimenti a Yannis Tsarouchis, a Zak Kostopoulos e a Maria Beikou.

«Naturalmente non sarò io a parlarvi dell’opera artistica, poiché ci sono persone molto più competenti di me. Del resto, credo che quest’opera sia così impressionante e così fortemente strutturata da parlare da sola, da parlare a ciascuno di noi», ha dichiarato il Vice Ministro della Cultura con delega alla Cultura Contemporanea, Iason Fotilas, durante l’inaugurazione del Padiglione Greco. «Quello su cui invece desidero soffermarmi e che voglio sottolineare è ciò che non si vede: il lavoro svolto nel Padiglione Greco dal nostro Commissario Nazionale, l’Organizzazione Metropolitana dei Musei di Arti Visive di Salonicco (MOMus). Il lavoro realizzato negli interventi, nei sistemi di sicurezza e nelle costruzioni, il lavoro svolto nelle infrastrutture, affinché quest’opera potesse essere presentata in una forma completa e senza alcuna limitazione. Sapete, il lavoro organizzativo ha successo quando non si vede! Quando lascia che l’opera e l’artista si esprimano, quando lascia che l’opera parli da sola. Il Ministero della Cultura, la ministra Lina Mendoni e io personalmente siamo stati e continuiamo a essere sempre a disposizione del commissario, dell’artista e del suo team, affinché si possa presentare una proposta importante che sono certo susciterà un dialogo interessante. Desidero inoltre ringraziare il sostenitore strategico della partecipazione greca, la Onassis Foundation, così come tutti i sostenitori della partecipazione greca».

Il Presidente dell’Organizzazione Metropolitana dei Musei di Arti Visive di Salonicco –MOMus, Epameinondas Christofilopoulos, ha dichiarato: «Alcuni mesi fa abbiamo assunto con entusiasmo e senso di responsabilità il ruolo di commissario nazionale – un incarico che ci ha offerto l’opportunità di sostenere un progetto particolarmente ambizioso e di contribuire in modo significativo alla presenza nazionale a Venezia, attraverso Escape Room di Andreas Angelidakis. Con il pieno sostegno del Ministero della Cultura, abbiamo realizzato un progetto ampio e impegnativo in tempi estremamente ridotti. Oggi ci troviamo di fronte al risultato con la convinzione che i visitatori del Padiglione Grecia vivranno un’esperienza capace di toccare qualcosa di essenziale».

È stato pubblicato un catalogo speciale dedicato all’installazione Escape Room, nel quale il curatore dell’installazione, George Bekirakis, scrive tra l’altro: «Escape Room presenta allo spettatore un’analogia della vita all’ombra del capitalismo. Le tracce sono ovunque. Il gioco da cui dobbiamo fuggire non è una stanza, ma una profonda e oscura caverna, protetta dal brusio di milioni di immagini che scorrono sui nostri schermi. Realtà esistenti e surreali si scontrano su piattaforme che assorbono la nostra attenzione e al tempo stesso servono agende nazionali e interessi commerciali. In quest’opera, Andreas Angelidakis sovverte le gerarchie spaziali, creando il paradosso di una rovina abitabile all’interno del panopticon digitale. In definitiva, offre discretamente al pubblico alcuni indizi, che ciascuno può scegliere di cogliere oppure semplicemente ignorare. In sostanza, è lo spettatore stesso a essere chiamato a decidere come esercitare la propria capacità di agire e verso cosa dirigere la propria attenzione. Dopotutto, è soltanto un gioco».

Andreas Angelidakis (n. 1968, Atene) è un architetto e artista attivo ad Atene. Ha studiato architettura al Southern California Institute of Architecture di Los Angeles e successivamente alla Columbia University di New York. La sua pratica artistica si sviluppa attraverso un ampio e vivace spettro di interessi interdisciplinari che abbraccia architettura, editoria, scrittura, design e progettazione espositiva. Il suo lavoro si colloca sulla soglia tra reale e virtuale, memoria storica e finzione, sincerità e ironia, costruendo nuovi ambienti narrativi come modalità e proposte di esperienza e di abitazione del contemporaneo divenire culturale e digitale. Nel suo cosmo concettuale, l’architettura funziona in senso più ampio come veicolo di esplorazione dell’identità, mentre la città di Atene e il concetto di rovina – antica, moderna, immaginaria o digitale – ricorrono come motivi costanti e critici all’interno della sua produzione artistica. Dalle installazioni ai suoi scritti, ogni opera di Angelidakis distilla la sua continua riflessione critica sul rapporto tra spettatore e opera d’arte, portando al contempo in primo piano l’interazione tra potere, spazio e infrastruttura attraverso sistemi visivi idiosincratici che privilegiano esperienze incarnate all’interno di situazioni digitali.

Il lavoro di Andreas Angelidakis è stato presentato in Grecia e a livello internazionale presso istituzioni ed esposizioni di rilievo, quali ΕΜΣΤ – Museo Nazionale di Arte Contemporanea di Atene, Fondazione Onassis (Atene), documenta 14 (Atene e Kassel), Museum of Contemporary Art (Chicago), Galeria Municipal do Porto (Portogallo), Espace Niemeyer (Parigi), Hayward Gallery (Londra), ETH (Zurigo) e Louisiana Museum of Modern Art (Humlebæk). Le sue opere fanno parte di prestigiose collezioni pubbliche e private in tutto il mondo.

Commissario: Fani Tsatsaia, Metropolitan Organization of Museums of Visual Arts of Thessaloniki (MOMUS)

Curatore: George Bekirakis

Espositore: Andreas Angelidakis

Sede: Giardini

Il sostenitore strategico è Onassis Culture.

La partecipazione nazionale della Grecia alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia è finanziata principalmente dal Ministero della Cultura ellenico, con la Metropolitan Organisation of Museums of Visual Arts of Thessaloniki (MOMUS) in qualità di Commissario Nazionale. Tra i sostenitori figurano inoltre il Centro Ellenico per il Cinema e i Media Audiovisivi (EKKOMED) nel programma di “Internazionalizzazione”, la Qualco Group, la Qualco Foundation, la Banca Nazionale di Grecia, Ioannis e Maya Martinos e Ioanna Martinou. Inoltre il progetto è stato realizzato grazie al generoso sostegno di importanti istituzioni e di eminenti personalità del mondo della cultura quali Collezione Irene Y. Panagopoulos, Ufficio per l’Arte Contemporanea Norvegese (OCA), Anastasia Tsoureka Saracaki, Organizzazione NEON per la Cultura e lo Sviluppo, Perianth Hotel, Aliki Martinou, George Petrocheilos, Diamantis Xylas, Irini Laimou, Festival del Cinema di Salonicco, la società “The Art of Life”, ARCH, Polygreen Culture & Art Initiative (PCAI), Eleni Martinou, Andreas Melas e OUTSET. Il vettore aereo ufficiale e sponsor è AEGEAN.

Crediti fotografici: Vladimiros Nikolouzos

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