Dopo il suo incontro con il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron e la firma di accordi tra la Grecia e la Francia, il 25 aprile 2026, al Palazzo Maximos ad Atene, il Primo Ministro della Repubblica ellenica Kyriakos Mitsotakis ha dichiarato:

“Signor Presidente della Repubblica francese, Signori e Signore Ministri, cari amici,

Atene accoglie oggi un alleato europeo di lunga data, un partner fidato, ma anche un vero amico del nostro Paese e, permettetemi di dirlo, anche un mio amico personale.

In un momento che definirei cruciale, poiché suggella una scelta storica compiuta dai nostri due Paesi nel 2021: quella della Grecia e della Francia di schierarsi fianco a fianco, trasformando un lungo percorso comune in una solida alleanza strategica.

Si tratta, in realtà, dell’evoluzione di una relazione multidimensionale ed essenziale, radicata nei legami storici tra le nostre due nazioni, negli stessi principi e valori, ma anche negli interessi comuni dei nostri popoli. Una relazione forgiata dalla nostra appartenenza alla NATO e all’Unione Europea, oltre che dalla cooperazione bilaterale. E i risultati, soprattutto nel settore della difesa, sono più che tangibili.

Sono particolarmente lieto, caro Emmanuel, che ci sia stata data questa mattina l’opportunità di visitare la fregata “Kimon”, appena rientrata dopo una permanenza di quaranta giorni al largo di Cipro.

Altre due fregate del tipo Belh@rra saranno consegnate nei prossimi mesi, la “Nearchos” e la “Formionas”. La quarta, la “Themistocle”, sarà consegnata nel 2028. Anche le capacità della nostra Aeronautica Militare sono state notevolmente rafforzate con la consegna e la piena operatività di 24 caccia Rafale — due dei quali abbiamo visto sorvolare il Pireo oggi.

Ma anche, naturalmente, attraverso un’alleanza multiforme. Cito, ad esempio, l’accordo firmato oggi per l’ammodernamento dei missili MICA. Tutto ciò rafforza la nostra capacità di deterrenza e protegge sia i confini nazionali che quelli europei.

Parallelamente, non è un caso che, durante la recente crisi nella regione, la Francia si sia affrettata a rafforzare la difesa di Cipro. Ho ricordi molto forti, caro Emmanuel, della nostra presenza comune a Cipro con il Presidente Christodoulides, dimostrando così che la solidarietà europea si fonda sui fatti e non solo sulle parole.

Del resto, desidero sottolineare che questa convergenza greco-francese aveva preceduto tutti i più recenti e importanti riassetti geopolitici.

Direi dunque che si è rivelata lungimirante e tempestiva nel campo della sicurezza e della stabilità. Ed è stata, a suo modo, un precursore della più ampia esigenza di autonomia strategica dell’intero nostro continente, tema del quale discutiamo — noi due almeno — già da diversi anni in seno al Consiglio europeo.

Attraverso programmi comuni, coproduzioni e interoperabilità operativa, le fregate della Marina greca e quelle della Marina francese sono praticamente identiche, e ciascuna Marina impara dall’altra nel processo di continuo ammodernamento.

La “pietra angolare” di questi accordi risiede negli impegni di difesa reciproca. Ringrazio ancora Emmanuel per aver ribadito con tanta chiarezza che, se mai — ci auguriamo di no — la Grecia avesse bisogno del sostegno della Francia, la Francia sarà presente.

Per questo oggi compiamo un ulteriore importante passo avanti. La dichiarazione sul partenariato strategico globale rafforzato tra la Grecia e la Francia, che abbiamo avuto l’opportunità di firmare poco fa, riflette l’ampiezza della nostra cooperazione.

Desidero, in questa occasione, ringraziare tutti i Ministeri, ma anzitutto il Ministero degli Affari Esteri, che hanno lavorato per gli accordi che abbiamo firmato oggi.

E naturalmente, la tabella di marcia aggiornata del Ministero degli Affari Esteri indica una chiara direzione per il nostro allineamento diplomatico.

Allo stesso tempo, investiamo nel futuro, con azioni congiunte nel settore dell’istruzione, rafforzando inoltre la nostra cooperazione nell’ambito dell’organizzazione intergovernativa Mercator Ocean International, un attore fondamentale per la conoscenza e l’osservazione dei mari, in settori strategici come l’energia nucleare e le tecnologie per usi pacifici. Del resto, ho avuto recentemente l’opportunità di recarmi a Parigi per una conferenza molto interessante organizzata dal Presidente Emmanuel Macron su questo tema.

E naturalmente, poco fa i Ministri delle Finanze hanno inaugurato il Centro di Assistenza Tecnica di Euronext Athens, come ormai viene chiamata la Borsa di Atene. Rendiamo così concreta l’integrazione europea anche nel settore delle transazioni finanziarie.

E naturalmente, tra poco avremo anche l’occasione di intervenire al molto importante Forum economico franco-ellenico, che si sta svolgendo proprio in questo momento.

Che cosa esprimono tutti questi elementi? Esprimono la nostra volontà, della Grecia e della Francia, della Francia e della Grecia, di procedere insieme lungo il cammino dell’Europa del XXI secolo, garantendo condizioni di prosperità e sicurezza per il presente, ma aprendo al tempo stesso un orizzonte di speranza per le generazioni future.

Ebbene, proprio questa visione ci ha occupati ieri nella discussione che abbiamo tenuto nell’Agorà romana di Atene. Un centro della vita pubblica nell’antichità che continua ancora oggi a coltivare il dialogo fecondo e la riflessione, soprattutto la verità di fronte all’epoca delle fake news, il dialogo nell’era degli slogan e la responsabilità personale nell’epoca della propaganda digitale anonima.

Caro Emmanuel, quando i principi fondamentali dell’ordine del dopoguerra vengono messi alla prova, la risposta delle democrazie deve essere unita, serena e determinata.

Di conseguenza, è innanzitutto l’Europa stessa, sul cui territorio, purtroppo, la guerra è tornata da ormai quattro anni, a essere chiamata a rafforzare la propria autonomia a tutti i livelli, perché solo così potrà «navigare» con sicurezza nelle acque turbolente di un mondo incerto.

E desidero ringraziare il Presidente francese perché, con grande tenacia, pone il tema dell’autonomia strategica dell’Europa in tutte le sue dimensioni al primo posto delle discussioni del Consiglio europeo.

Credo che la nostra difesa collettiva rafforzerà anche la nostra alleanza comune, la NATO, con gli Stati membri europei ormai necessariamente chiamati ad assumersi una maggiore responsabilità nella tutela dei nostri interessi comuni e delle nostre frontiere comuni, consapevoli che gli sviluppi a Nord, a Est ma anche a Sud, qui nel Mediterraneo orientale, incidono direttamente sulla sicurezza dell’intera Europa. Per questo è necessaria una politica europea autentica e di lungo respiro.

Tuttavia, sappiamo bene che non possiamo avere autonomia strategica senza un’Europa competitiva. E senza competizione non c’è sviluppo e prosperità.

Per questo l’agenda del rafforzamento della competitività in settori come l’alleggerimento del peso burocratico, l’energia a basso costo, sarà al centro delle nostre discussioni nei prossimi mesi, con “punto culminante”, naturalmente, la negoziazione per il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale, che sarebbe auspicabile che fosse conclusa entro la fine del 2026.

Abbiamo avuto occasione, naturalmente, di discutere anche gli sviluppi in Medio Oriente. La Grecia è, come la Francia, un interlocutore affidabile, una forza di stabilità. Entrambi abbiamo giocato il nostro ruolo in modo discreto nel cessate il fuoco e nel dialogo tra Israele e Libano, uno sviluppo molto importante, che deve essere rafforzato.

Abbiamo entrambi lo stesso interesse per la protezione di tutte le comunità religiose, specialmente dei cristiani della regione, che non costituiscono semplicemente una minoranza, ma un elemento inseparabile della sua identità storica.

Abbiamo lo stesso interesse per la difesa della libertà della navigazione, sulla base del Diritto Internazionale e della Convenzione sul Diritto del Mare. E in quanto membro non permanente del Consiglio di Sicurezza abbiamo posto questa questione come una questione di massima importanza. Una questione che l’Europa nel suo insieme deve abbracciare e nella stessa direzione, naturalmente, ci muoviamo in vista della presidenza europea della Grecia nel secondo semestre del 2027.

Siamo pronti a contribuire alla formazione di tutte quelle politiche che danno impulso a un’Europa forte, democratica, con un reale ruolo negli sviluppi geopolitici, che sa e può difendere i suoi valori, ma anche i suoi Stati membri.

Un’Europa dei suoi cittadini, “figlia” in definitiva sia della civiltà greca che di quella francese, “figlia” dell’antica democrazia ateniese, ma allo stesso tempo “figlia” anche dell’Illuminismo europeo.

Caro Emmanuel, concludo ricordando che progettando il futuro onoriamo allo stesso tempo il passato. E in questi giorni è esposto al Museo “Xenokrateion” di Missolungi il quadro di Delacroix “La Grecia sulle rovine di Missolungi”.

È un’opera che è stata concessa in prestito dal Museo delle Belle Arti di Bordeaux, e direi che è una commovente prova dei legami dei nostri popoli prima ancora della costituzione dello Stato greco indipendente, la cui nascita, non dimentichiamo, fu sostenuta con entusiasmo dalle donne e dagli uomini francesi.

Non è un caso che la Francia sia stata l’ospite d’onore in questa commemorazione per i 200 anni dell’Esodo di Missolungi. Si tratta di un riconoscimento, allo stesso tempo simbolico e sostanziale, di una relazione che rimane forte ancora oggi.

Vale dunque la pena essere orgogliosi, servendo e continuando anche noi una tale tradizione storica di pace e cooperazione. E credo che proprio questo abbiamo fatto oggi.

E ancora una volta, benvenuto, Emmanuel, ad Atene”.

Fonte: priminister.gr

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