Il vertice dei Paesi del Mediterraneo ha mandato un messaggio forte e chiaro di fiducia e speranza. “Noi crediamo in Europa”, hanno affermato i capi di Stato e di governo dei sette Paesi del sud dell’Europa riuniti nella capitale portoghese lo scorso sabato 28 gennaio. I sette leader europei hanno partecipato al vertice Euro-Med di Lisbona allo scopo di concertare una posizione comune sulle grandi sfide che affronta l’ Unione europea.

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Si tratta del secondo summit informale dei sette paesi dell’Europa meridionale dopo la riunone svoltasi ad Atene il 9 settembre scorso, su iniziativa del primo ministro greco Alexis Tsipras. Proseguendo la riflessione già avviata ad Atene, il vertice di Lisbona, organizzato dal Primo Ministro portoghese António Costa, ha visto la partecipazione del presidente francese, François Hollande, e del presidente cipriota, Nicos Anastasiades, nonché dei primi ministri di : Spagna, Mariano Rajoy, Grecia, Alexis Tsipras, Italia, Paolo Gentiloni e Malta, Joseph Muscat.

I leader partecipanti hanno avuto uno scambio di opinioni su varie questioni tra cui il futuro dell’Ue, l’immigrazione, la sicurezza europea e la crescita economica, dato che le priorità che i Paesi del Sud Europa intendono affrontare nel prossimo vertice europeo che si terrà a Valletta il 3 febbraio – così come in quello di Roma previsto per il 25 marzo in occasione del 60o anniversario della firma dei Trattati europei – riguardano i temi della governance economica, della flessibilità e della crescita, insieme alla crisi migratoria.

A Lisbona, il premier greco Alexis Tsipras ha ribadito l'importanza della solidarietà e la necessità di appoggiare gli sforzi dei Paesi del sud. Secondo Tsipras, “l’Europa ha bisogno dei Paesi del sud” e “le parole non bastano. Servono atti e azioni”. “Abbiamo deciso di rafforzare i nostri sforzi, per sottolineare l'importanza della solidarietà, che deve cominciare da tutti noi”, ha detto il premier greco, aggiungendo che “bisogna appoggiare gli sforzi dei Paesi del sud, sia sulla crescita che sull’immigrazione”. 

E’ il momento di accompagnare la crescita con politiche di sostegno a investimenti e lavoro, con passi avanti nell’unione bancaria, con un’interpretazione intelligente e favorevole alla crescita delle nostre regole”, ha sottolineato il primo ministro italiano. “Il mondo non aspetta, le crisi non aspettano”, ha aggiunto Paolo Gentiloni e per questo “dobbiamo utilizzare i prossimi appuntamenti”, a partire da quello di marzo a Roma, “per cercare di disegnare una prospettiva per l'Europa del futuro”.

Da parte sua, il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy ha annunciato che intende organizzare la prossima riunione a Madrid nel mese di aprile.

La dichiarazione finale adottata a Lisbona riflette le posizioni comuni dei partecipanti per quanto riguarda tre aree fondamentali, vale a dire la crescita economica, la sicurezza interna ed esterna dell’UE e la migrazione.

I sette leader confermano, inoltre, la loro volontà di migliorare la cooperazione fra i loro paesi e di contribuire a un’Unione europea unita e forte ; un’Europa in grado di fronteggiare un mondo con sempre più incertezze e instabilità e fornire risposte concrete e soluzioni reali alle preoccupazioni dei cittadini europei. A Lisbona c’è stato, infatti, un accordo unanime sulla necessità di riaffermare i valori dell’Ue e, sopratutto, rafforzare il pilastro europeo dei diritti sociali, che rappresenta un elemento fondamentale sia per il mantenimento e lo sviluppo del modello sociale - e dello stato sociale in Europa - che per “ritrovare la fiducia” nell’Europa unita, secondo quanto affermato nella diachiarazione.

Infine, i sette leader partecipanti ribadiscono il loro fermo sostegno al processo in corso per la riunificazione di Cipro, senza garanzie, e in linea con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza e l'acquis dell’Ue, e sotto l'egida del nuovo Segretario generale delle Nazioni Unite.Si ricorda che la Repubblica di Cipro è e continuerà ad essere membro della nostra Unione, anche dopo la soluzione [della questione cipriota] ; e l’adesione all’UE costituisce la migliore garanzia per una Cipro riunificata, si legge nella dichiarazione.

Le prossime riunioni Euro-Med sono previste in Spagna e a Cipro.

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