Il Premio per la società civile 2016 sulla Migrazione, assegnato dal Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE), riconosce esempi ispiratori e di successo della solidarietà umana in Europa. Quest’anno, il CESE ha voluto premiare le organizzazioni della società civile e/o i privati cittadini che hanno contribuito in modo significativo a raccogliere la sfida, aiutando profughi e migranti e promuovendo i valori e la coesione europei.

civil society prize csp2016

Il premio 2016 è stato attribuito a cinque iniziative, intraprese sia da persone che da organizzazioni, distinte per il loro lavoro nel migliorare la vita dei rifugiati e migranti e facilitare la loro integrazione nella società europea. I cinque vincitori, selezionati su un totale di 283 candidature, si dividono un premio di 50.000 euro, come riconoscimento per il loro impegno, ma anche per poter aiutare le persone che cercano rifugio anche durante i mesi invernali.

La cerimonia di premiazione si è tenuta lo scorso 15 dicembre 2016 a Bruxelles. Il primo premio è andato a “SOS MEDITERRANEE” un’organizzazione della società civile impegnata in operazioni di soccorso per salvare vite nel Mediterraneo centrale. Il secondo premio è stato ripartito tra due candidature greche e una spagnola.

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Le iniziative greche premiate riguardano:

(a) Dionysis Arvanitakis, conosciuto anche come “il fornaio di Kos”, un greco di 77 anni che vive e lavora sull’isola. Dionysis Arvanitakis produce oltre 100 kg di pane al giorno, offrendo un sostegno concreto ai profughi disperati che arrivano a miglaia sull’isola di Kos ed anche ispirando tanti altri a seguirne l’esempio.

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(b) “Iliakdida”, un’organizzazione non governativa, senza scopo di lucro, con sede a Lesbo. Finalizzata alla soddisfazione dei bisogni fondamentali dei profughi, dei migranti e delle loro famiglie, e basata sul volontariato, quest’organizzazione cerca di aiutare i rifugiati a lasciare i centri di accoglienza, inserirsi nelle comunità locali e condurre una vita normale. “Iliakdida” si impegna a trovare loro un alloggio, e anche un’occupazione quando possibile. I professionisti che operano presso le strutture di “Iliakdida” forniscono assistenza sociale, legale, medica e psicologica, così come informazioni sui diritti dei migrant e corsi di lingua greca, incoraggiando i rifugiati a conoscere la gente del posto, avere rapporti sociali e partecipare alle attività culturali.

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Sono fiero di mostrare al mondo questi esempi commoventi di solidarietà da parte di organizzazioni europee e di singoli cittadini europei che hanno dato prova di un’enorme capacità di empatia, mobilitazione ed azione organizzata. Desidero anche rendere omaggio alla miriade di organizzazioni e di singoli cittadini che, talvolta anche confrontati ad un contesto ostile o vivendo un periodo difficile di crisi economica, hanno contribuito a rendere un po’ più sopportabile la sofferenza a tanti esseri umani”, ha detto il Presidente del CESE, Georges Dassis.

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