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Il cinema Alkyonis diventa un monumento protetto, in seguito alla decizione del Consiglio centrale dei monumenti moderni (Ministerio della Cultura e dello Sport) del 7 febbraio 2019.

Situato al numero 42 della via Ioulianou, vicino alla piazza Victoria, questo cinema storico è, secondo il consiglio, un luogo importante per la produzione e la diffusione de la creazione artistica, direttamente legato alla memoria collettiva, ma anche un luogo sinonimo della storia culturale contemporanea del Paese.

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Velissarios Kossyvakis, Fonte: Culture.gr

Il cinema Alkyonis, aperto nel 1969 durante la dittatura dei colonnelli (1967-1974), era un centro independente di creazione cinematografica e uno spazio sociale fino all”inizio degli anni ’90, quanto il cinema è stato chiuso. Nel 2014, la sala cinematografica è stata riaperta mantenendo le stesse caratteristiche. Nel frattempo, il luogo aveva funzionato come scena teatrale del regista e attore greco, George Messalas.

“Alkyonis” è stato associato, del suo inizio, alla diffusione dell’arte cinematografica e la libera espressione dei creatori, ma anche alla storia del movimento di Resistenza contro la dittatura dei colonnelli. Dal 1971 al 1974, le proiezioni dei film greci dell’epoca prendevano la forma di atti quasi politici. Esempio di grande successo del periodo con 11.000 biglietti durante la prima settimana di proiezione, è stato il film “Ricostruzione di un delitto” di Theodoros Angelopoulos, in proiezione esclusiva.

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Velissarios Kossyvakis, Fonte: Culture.gr

L'ingegnere civile e proprietario della sala, Vangelis Sideris, ha, secondo fonti, dato al cinema il nome “Alkyonis”, ispirato ad “Alkyonides”, un piccolo arcipelago nel Golfo di Corinto. Il nome fa anche referenza alle “giornate di Alcione’’ che simboleggiano l’estate nell’inverno.

Il Ministerio della Cultura e dello Sport, nel suo comunicato stampa, riconosce il valore simbolico del cinema “Alkyonis” e di altri cinema che si trovano in tutta la Grecia. Il caso di “Alkyonis” potrà “contribuire positivamente a creare le condizioni per un dibattito più ampio e più fruttuoso sul presente e sul futuro della nostra storia cinematografica, specialmente oggi che la sfida digitale apre orizzonti sia per i professionisti che per il pubblico del cinema’’.

 

Il testo in francese via GreceHebdo

Testo: M.O.

Cura editoriale: A.K.

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