L'Archivio del Punto Grecia (.gr)

L'Archivio del Punto Grecia (.gr) rende disponibile a tutti i lettori il proprio archivio digitale dal 2012 a oggi.


"Hai detto or’ è molt'anni: 
 In fondo io sono questione di luce." 

La Biblioteca Pubblica di Milano rende omaggio al poeta Ghiorgos Seferis con una mostra delle sue fotografie. La mostra, intitolata "Con lo sguardo di Ghiogos Seferis" presenta 60 fotografie scattate da Seferis tra il 1920, mentre era studente a Parigi, fino al 1971, anno della sua scomparsa ad Atene. Le fotografie sono una piccola ma rappresentativa raccolta del lungo e fecondo impegno del poeta greconell'arte fotografica. L’archivio fotografico di Seferis è stato donato dalla sua famiglia alla Fondazione Culturale della Banca Nazionale di GreciaLa mostra sarà inaugurata il 17 gennaio e sarà aperta al pubblico fino al 16 febbraio. 

Omaggio a Ghiorgos Seferis 

Ghiorgos Seferis, poeta, saggista e diplomatico, nasce a Smirne nel 1900. Seferis successivamente lasciò l'Asia Minore per finire gli studi liceali ad Atene, e continuare gli studi universitari a Parigi, dove si iscrisse alla facoltà di legge. Il 1925 il poeta fece ritorno in Grecia ed iniziò la sua lunga e brillante carriera diplomatica, che lo portò presto a ricoprire l'incarico di ambasciatore. Quando le forze naziste occuparono Atene, Seferis seguì il governo in esilio prima a Creta, e successivamente in Egitto ed in Italia, per fare ritorno dopo la liberazione, nel 1944.

Il premio Nobel per la letteratura 


"Edipo incontrò la Sfinge, 
la sua risposta al suo enigma era: 
‘l’uomo’ e quella semplice parola ha distrutto il mostro. 
Abbiamo molti mostri da distruggere. 
Pensiamoci a quella risposta di Edipo" 



Seferis fu insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1963 "per la sua scrittura eminentemente lirica, ispirata da un sentimento profondo per il mondo ellenico". È stato il primo greco a ricevere il premio. Nel suo discorso di accettazione, scelse di rendere omaggio alla lingua greca, straordinaria ma anche universale: "Appartengo ad un piccolo paese. Un promontorio roccioso nel Mediterraneo, niente lo contraddistingue se non gli sforzi della sua gente, il mare e la luce del sole. E' un piccolo paese, ma la sua tradizione è immensa ed è stata tramandata nel corso dei secoli senza interruzione. La lingua greca non ha mai cessato di essere parlata. E' passata attraverso tutti quei cambiamenti attraverso cui passano le cose viventi, ma non c'è mai stata una frattura. Questa tradizione è caratterizzata dall'amore per l'umano; la giustizia è la sua norma. Nelle tragedie classiche l'uomo che eccede la misura è punito dalle Erinni. E questa legge di giustizia ha valore anche nel regno naturale". [dal discorso di accettazione del Premio Nobel, 10/12/1963] 

Il discorso contro la dittatura e la scomparsa di Seferis.

Sono passati quasi due anni da quando un regime è stato imposto su di noi 
che è totalmente ostile agli ideali per i quali il nostro mondo 
- ed il nostro popolo così risplendentemente – 
ha combattuto durante l'ultima guerra mondiale. 

Dopo due anni segnati dalla ferrea censura, gli arresti politici e dalla tortura del regime dei colonnelli, Seferis, ritiratosi in volontario isolamento, pronunciò alla BBC un discorso di totale condanna della dittatura

"Sono un uomo senza alcuna appartenenza politica, e posso quindi parlare senza paura o passione. Vedo davanti a me il precipizio verso il quale l'oppressione che ha avvolto il paese ci sta portando. Questa anomalia deve finire. Si tratta di un imperativo nazionale". 

Il discorso venne contemporaneamente distribuito a tutti i giornali di Atene ed il poeta diventa un eroe popolare contro la dittatura, ma morì nel 1971 prima di poterne vedere la fine. I suoi funerali si trasformarono in una imponente manifestazione contro il regime: al culmine della cerimonia una folla immensa intonò "Il Rifiuto", la canzone di Mikis Teodorakis ispirata dall’omonima poesia di Seferis, e vietata dal regime dei colonnelli. 

La Grecia nella poesia di Seferis 
"Dovunque io vada, la Grecia mi ferisce" 

Con un linguaggio concreto ed insieme allusivo, Seferis rivela la tradizione antica e neogreca ed il loro incontro con la cultura europea contemporanea, la malinconica sorte dell’ellenismo e la nostalgia per le "patrie perdute". 

Il mondo di Seferis è "pieno di accoramento per la sua terra, percorso dall'alito del mare, dalla memoria attonita e commossa delle reliquie, dei simboli, dei miti di mondi sepolti" [Enciclopedia Italiana, 1949]. La cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Atene ha reso omaggio al mondo di Seferis con la lettura di "Mithistorima", la poesia-emblema della relazione preziosa ed ambivalente della Grecia moderna con il mondo antico. 

"Mi sono svegliato con questa testa di marmo tra le mani 
che mi stanca i gomiti e non so dove posarla. 
 Cadeva nel sogno mentre uscivo dal sogno 
 così le nostre vite si sono confuse 
 e sarà difficile assai separarle ancora"

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